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SICUREZZA INFORMATICA

Come proteggere la casa smart con Akita

L'azienda israeliana HighIoT ha realizzato uno strumento che si collega alla rete LAN del nostro router e controlla la sicurezza degli oggetti IoT usati in casa

8 Maggio 2018 - Le persone stanno cambiando le proprie abitazioni grazie all’utilizzo di oggetti intelligenti e sempre connessi. Dove un tempo c’erano videocamere e termostati oggi ci sono sensori Internet of Things che ci permettono di gestire temperatura e sicurezza della casa dal nostro smartphone.

Gli oggetti IoT per le smart home sono comodi e ci semplificano tante piccole azioni all’interno della nostra abitazione, ma hanno un tallone d’Achille non trascurabilela sicurezza. Spesso, infatti, questi sensori intelligenti possono essere facilmente presi di mira e manomessi dagli hacker. Inoltre molti produttori non usano i normali standard di sicurezza e spesso non aggiornano i firmware e software dei vari oggetti Internet of Things lanciati sul mercato. Non è un caso che negli ultimi tempi molte aziende abbiamo puntato su sistemi in grado di proteggere la rete di oggetti IoT usata nelle smart home. Tra queste troviamo anche Google e Cujo, che hanno provato a utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare la nostra sicurezza in casa. Ma uno degli strumenti più efficaci al momento per difendere gli IoT dagli hacker è Akita.

Cos’è Akita

Akita è uno strumento per la messa in sicurezza delle smart home realizzato dall’azienda HighIoT di Tel Aviv, in Israele. A vederlo sembra un normale oggetto di design dalla forma esagonale in 3D. In realtà è un protettore silenzioso della casa domotica. Una volta collegato alla rete LAN del router della nostra abitazione infatti non dovremo far altro. Farà tutto lui in automatico per migliorare la sicurezza informatica degli oggetti IoT che usiamo in casa. Quando un sensore Internet of Things è minacciato da un hacker, Akita si attiva e migliora la protezione dell’oggetto connesso in modo da impedire al cybercriminale di prenderne possesso. Akita può monitorare e proteggere tutti i dispositivi in esecuzione anche su diverse varietà di protocolli. Akita si basa fondamentalmente su gig economy e blockchain. Questo significa che ogni informazione sui dispositivi è salvata su un database di una blockchain e reso inaccessibile agli hacker. Si basa sulla cosiddetta gig economy poiché si attiva solo in caso di necessità. E anche i lavoratori Akita vengono pagati a gettone. Ossia solo in caso di problematiche per la sicurezza degli utenti.

Gli sviluppatori israeliani hanno raccolto 900mila dollari sulle piattaforme di crowdfunding Indiegogo e Kickstarter per realizzare Akita. E le spedizioni stanno per partire agli oltre 12mila sostenitori del progetto. A breve però lo strumento potrebbe essere messo in vendita sui principali e-commerce.

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