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PMI E INDUSTRIA 4.0

Droni con lettori RFID per organizzare i magazzini del futuro

Il MIT ha sviluppato un nuovo sistema per non sbagliare le spedizioni delle merci: all'interno dei magazzini vengono usati droni e tag RFID

28 Agosto 2017 - La gestione dei magazzini nella grande distribuzione sono la nuova, importante, sfida per i droni. Per degli errori di catalogazione e di organizzazione della spedizione ogni anno le aziende perdono decine di miliardi di euro, andando a pesare sul fatturato e sui ricavi. I droni però possono mettere fine a questa tendenza negativa.

Un nuovo sistema di organizzazione dei magazzini con i droni, pensato dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) permette di gestire lo stoccaggio e la partenza dei prodotti in totale sicurezza. Questo avviene grazie a dei particolari quadricotteri che usano i tag RFID per monitorare l’inventario del magazzino. L’RFID, per chi non la conoscesse, è una tecnologia di riconoscimento univoco e automatico, molto usata nella logistica. Il MIT ha affrontato una sfida non semplice perché i sensori RFID usati al momento nei magazzini sono abbastanza grandi e inserirli all’interno dei droni poteva rappresentare un rischio per la sicurezza dei dipendenti.

Per questo motivo i ricercatori hanno rimodellato i tag RFID in modo da poterli utilizzare anche su piccoli droni con leggeri rotori in plastica. Per riuscirci al Massachusetts Institute of Technology hanno aggiunto ai tag RFID dei relè, ovvero dei commutatori a comando elettrico per la chiusura o l’apertura semiautomatica di un circuito.

Come funzionano

I tag RFID sono alimentati in modalità wireless dal lettore presente sul drone, il che significa che il trasmettitore e il tag funzionano sulla stessa frequenza. L’implementazione di un relè aggiunge due ulteriori trasmissioni, il che significa che ci sono quattro trasmissioni che si verificano simultaneamente sulla stessa frequenza. Fino a qui però la soluzione pensata dal MIT non basta per aiutare i droni a individuare un oggetto. Perché essendo il velivolo in movimento faticherebbe a rintracciare con precisione un dato prodotto. Per questo motivo i ricercatori hanno sviluppato un filtro analogico capace di isolare il segnale del tag e di inviarlo al drone. Inoltre, ogni quadrirotore avrà a bordo un piccolo tag RFID che può comunicare con quelli presenti nelle merci. Al momento il sistema è già stato testato in laboratorio e ha dato risultati positivi, dal 2018 verrà sperimentato in un magazzino reale nel Massachusetts.

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