riconoscimento-viso-facetec Fonte foto: FaceTec
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FaceTec, l'app che riconosce le persone in carne e ossa

FaceTec è un'applicazione pensata per migliorare la sicurezza del riconoscimento facciale: il viso della persona viene analizzato da più prospettive

28 Agosto 2017 - Sono sempre di più le aziende che integrano all’interno dei propri smartphone la funzione per sbloccare lo smartphone attraverso il riconoscimento del volto. La funzionalità è molto utile, ma non molto sicura. Infatti, è stato dimostrato che si può ingannare il sensore per il riconoscimento del volto abbastanza facilitante.

Come si fa a ingannare uno scanner del viso? Semplice, basta mostrare al sensore una foto del proprietario del dispositivo. Per fortuna una start-up, chiamata FaceTec, ha dichiarato di avere realizzato uno scanner per il riconoscimento facciale molto sicuro. Un nuovo sistema di protezione, dunque, contro hacker e malintenzionati. Il software FaceTec è più sicuro, rispetto agli altri presenti in commercio, perché è in grado di riconoscere se il volto della persona inquadrata è in carne e ossa oppure se si tratta solo di una fotografia.

Come funziona FaceTec

Per arrivare a questo risultato gli sviluppatori hanno usato l’apprendimento automatico, insegnando così al software a riconoscere le differenze tra un’immagine e un volto reale. Per usare l’app sul nostro smartphone, una volta installata, non dovremo far altro che seguire le istruzioni per la registrazione del nostro volto. Dovremo eseguire degli scatti da diverse angolazioni, in modo che l’applicazione possa salvare un’immagine del nostro viso in tre dimensioni. A questo punto ogni fotogramma del nostro volto viene analizzato dal software per capire le eventuali ombre sul viso, la texture della pelle o i probabili riflessi dati dallo schermo in base alle condizioni di luce. Va detto comunque che l’app non usa le tecniche di apprendimento automatico approfondite perché è pensata per occupare il minor spazio possibile sul nostro smartphone. L’obiettivo dell’azienda infatti è quello di poter permettere l’uso dell’app sia su telefoni top di gamma, iPhone e Android, sia sugli entry-level. Per migliorare il funzionamento dell’applicazione, la start-up è andata al famoso museo delle cere Madame Tussauds per addestrare gli algoritmi a distinguere le differenze tra una riproduzione e un volto umano in carne e ossa.

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