panasonic-frigo Fonte foto: Panasonic
SMART EVOLUTION

Il frigo del futuro ha le ruote e ti segue in casa

Sviluppato da Panasonic, si tratta di un elettrodomestico intelligente attivabile tramite voce e in grado di raggiungere, evitando gli ostacoli, l’utente

Siete sul divano a guardare un nuovo episodio della vostra serie TV preferita. A un certo punto avete fame, ma siete cosi pigri che non volete alzarvi. Tranquilli, in futuro basterà “chiamare” il frigorifero. Il merito è di Panasonic, che ha ideato un elettrodomestico con ruote che si attiva attraverso i comandi vocali.

In realtà, il frigorifero intelligente è ancora soltanto un concept e potrebbe passare un po’ di tempo prima di vederlo “sfrecciare” tra le mura domestiche. Non ci sono però dubbi che il progetto dell’azienda giapponese è molto interessante. Il Moveable Fridge, questo il nome del dispositivo mobile di Panasonic, è un frigorifero che in pratica è in grado di lasciare la propria postazione e di raggiungere direttamente l’utente. È sufficiente, infatti, che l’affamato si sforzi ad attivare il frigorifero utilizzando la voce. Il concept avveniristico è stato svelato dalla società del Sol Levante all’IFA 2017, la fiera dell’elettronica che ogni anno viene organizzata a Berlino.

Come funziona

A grandi linee, il Moveable Fridge funziona come uno dei tanti robot aspirapolvere utilizzati in casa. L’elettrodomestico, infatti, è capace di muoversi con agilità, evitando gli ostacoli. A quanto pare, il frigorifero di Panasonic integrerà LIDAR, una tecnologia di telerilevamento che ricorre al laser per individuare la distanza che intercorre tra un device e un oggetto. Inoltre, il Moveable Fridge avrà a bordo anche dei sensori di profondità. In questo modo, il dispositivo della casa nipponica potrà spostarsi senza rischiare di scontrarsi con quello che incontra.

Al pigro utente da divano non resterà che “l’arduo” compito di chiamare tramite i comandi vocali il frigorifero di Panasonic. Il device abbandonerà così la sua station e si metterà in cerca del suo “padrone”. Con buona pace di chi predica l’importanza del movimento.

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