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PMI E INDUSTRIA 4.0

Robot e droni alla conquista dell'agricoltura

Le nuove tecnologie, come i droni, i robot mungitori e i sensori a infrarossi, stanno rivoluzionando i lavori nei campi e il settore ortofrutticolo

Nella mente di molte persone la campagna e l’agricoltura sono l’antitesi perfetta del mondo tecnologico e dell’innovazione. In realtà non potrebbe esserci affermazione più sbagliata. Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il settore ortofrutticolo e sta nascendo una nuova generazione di contadini 2.0.

Lavorare la terra può essere la soluzione per i giovani italiani in futuro. E no, non è una battuta sull’attuale tasso di disoccupazione del nostro Paese. Basti pensare che nel 2014 gli studenti iscritti ad Agraria sono aumentati del 14%, e la tendenza continua a crescere di anno in anno. Stesso discorso anche per gli investimenti nel settore dell’agricoltura. Questo ritorno alla terra è dovuto soprattutto dalle nuove tecnologie che permettono dei metodi di coltivazione diversi rispetto a dieci o venti anni fa.

La nuova agricoltura

Con le nuove tecnologie cambia anche la figura classica del contadino. La maggior parte delle startup legate a questo settore vede impegnati giovani e giovanissimi imprenditori con una media che va dai 25 ai 30 anni. Applicazioni e strumenti aiutano a monitorare i cambiamenti climatici e ad evitare gli sprechi, soprattutto idrici. Ma permettono anche un uso minore di pesticidi e prodotti chimici. Ma il vero protagonista dell’agricoltura di oggi non è lo smartphone, ma il drone.

I droni

Un tempo tutto ciò che volava sopra un campo coltivato era un pericolo. Dalle cavallette agli uccelli. Oggi invece il profitto di un’azienda agricola può dipendere fortemente dall’utilizzo di un drone. Questi velivoli verranno usati soprattutto per migliorare la qualità dei prodotti salvandoli dagli attacchi di parassiti e insetti. In questo modo mangeremo anche frutta e verdura più sana, poiché non sarà più necessario usare una dose importante di pesticidi per proteggere il raccolto. Le coltivazioni che usano i droni rientrano nel cosiddetto campo dell’agricoltura di precisione. Grazie a dei sensori, infatti, il drone controlla e monitora in maniera approfondita diverse caratteristiche. Dalla qualità dei vari frutti fino alle condizioni del terreno e delle piante. Dal 2015 non a caso sono nati dei veri e propri corsi specifici per istruire gli imprenditori e gli agricoltori all’uso di questi velivoli nelle loro aziende e nei loro campi.

Strumenti tecnologici per i campi

I droni non sono comunque l’unica soluzione per la salvaguardia e l’efficienza dei raccolti. Esistono diverse nuove tecnologie da inserire all’interno dei campi per migliorare la resa della coltivazione. Per esempio negli ultimi anni sono molto in voga le colonnine a infrarossi da usare nei filari delle piante per monitorare la loro salute. I raggi infrarossi sono utilizzati per quantificare il grado zuccherino all’interno di meloni e cocomeri, per fare un esempio. Con un software speciale da usare su queste colonnine i ricercatori del Csp di Torino hanno aiutato diversi viticoltori a prevedere il tasso zuccherino delle loro uve e soprattutto ad evitare in tempo l’attacco dei parassiti.

Rural Hub

Prima di spiegare Rural Hub facciamo un passo indietro. Con il termine hackerspace o hackspace (noto anche come hacklab, makerspace o creative space) si indica un luogo in cui persone con interessi comuni, possono incontrarsi, socializzare e/o collaborare. Rural Hub è un hackerspace pensato per la condivisione di idee, tecnologie, e progetti per coloro che vivono quotidianamente nei campi. Il progetto è stato finanziato dal Miur, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Il robot mungitore

Le nuove tecnologie rivoluzioneranno anche il lavoro nel campo dell’allevamento. Questo anche grazie a dei particolari robot mungitori. O meglio delle stalle domotiche. Volete capire come funziona questo macchinario? Molto semplice, la mucca entra in un percorso fatto di sbarre metalliche e in questa stanza tramite laser quattro “aspiratori”, individuano automaticamente i capezzoli dell’animale. E iniziano a raccogliere il latte. Il liquido raccolto viene trasportato automaticamente nei serbatoi attraverso dei tubi di plastica. Una volta che la macchina ha finito, la mucca esce dal recinto e viene “accolta” da un altro robot che serve all’animale del fieno e dell’acqua. Tutto questo sistema è collegato allo smartphone dell’allevatore che così può verificare la quantità di latte raccolto da ogni singola mucca. Con questa tecnologia una sola persona riesce a gestire mungitura e la pulizia di oltre 120 mucche.

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