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SICUREZZA INFORMATICA

Sicurezza IoT: i criptomalware prossima grande emergenza?

I ricercatori per la sicurezza informatica di Trend Micro hanno scoperto una nuova famiglia di criptomalware pensati per colpire gli oggetti Internet of Things

7 Maggio 2018 - I malware in grado di sfruttare la CPU dei nostri computer per fare mining di criptovalute sono in costante aumento. Gli hacker però negli ultimi tempi oltre ai computer si stanno focalizzando in maniera particolare sugli Internet of Things. 

Secondo i ricercatori di sicurezza informatica, nella seconda parte del 2018 vedremo un proliferare di una nuova famiglia di criptomalware pensati per attaccare gli oggetti IoT e generare monete virtuali. Perché gli hacker si stanno focalizzando sugli oggetti intelligenti e connessi? Anche se hanno una potenza di calcolo molto inferiore e limitata rispetto ai computer spesso non hanno nessun sistema di sicurezza. O comunque si affidano a degli standard di cybersecurity davvero basilari che un virus può facilmente aggirare. Inoltre quasi tutti gli oggetti IoT usano sempre la stessa password visto che la maggior parte degli utenti non cambia questi dati dopo l’acquisto.

I criptomalware in vendita nel dark web

La società per le soluzioni di sicurezza informatica Trend Micro ha scoperto che nei forum del dark web usati dai cyber criminali esistono moltissimi pacchetti di criptomalware in vendita e pronti all’uso. In maniera particolare i più comprati sono quelli che permettono a un hacker di prendere possesso di un router. Nonostante il diffondersi di questi nuovi virus, però, non tutti gli hacker sono soddisfatti dei risultati. Nei vari forum sono diversi i feedback negativi lasciati ai criptomalware. Secondo i cybercriminali si tratta di strumenti che impiegano troppo tempo per fare mining e quindi non sono davvero efficaci come lo stesso malware pensato per computer. Di diverso avviso è Fernando Mercês, ricercatore di Trend Micro, che pensa che questi malware sono solo in fase di sperimentazione e a breve diventeranno molto più efficienti, anche perché se da una parte garantiscono meno potenza di calcolo per il mining è anche vero che consento di infettare un numero grandissimo di sensori e dispositivi.

E attenzione agli smartphone

Nel corso delle analisi sui nuovi criptomalware i ricercatori di Trend Micro hanno provato a usare lo stesso virus anche sugli smartphone. Il risultato? Nella maggior parte dei casi il malware dopo aver sfruttato al massimo la potenza di calcolo del telefono lo ha compromesso per sempre, rendendolo quasi inutilizzabile. In futuro allora dovremo proteggere i nostri smartphone anche da questa nuova minaccia. E non a caso Trend Micro ha già contattato i maggiori produttori di telefoni mondiali per spingerli a creare delle patch di sicurezza per difendere gli utenti dai pericoli dei criptomalware.

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