facebook-messenger-talk Fonte foto: Jakraphong Photography / Shutterstock.com
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Talk, un nuovo Messenger per proteggere gli adolescenti

Facebook è al lavoro su Talk, una nuova piattaforma di messaggistica pensata per i ragazzi dai 13 anni in su che monitorerà e tutelerà la loro presenza in Rete

6 Giugno 2017 - Facebook sta lavorando su una nuova applicazione di messaggistic pensata per i teenager. Il nuovo strumento, che si chiamerà Talk, dovrà tutelare i diritti e la privacy dei più piccoli in maniera più stringente rispetto a quando avviene attualmente su piattaforme come Messenger o WhatsApp.

La nuova app Talk dovrebbe essere pensata per gli adolescenti dai 13 anni in su. Permetterà ovviamente ai genitori di monitorare le conversazioni, i temi, gli allegati e le ore d’uso dei propri figli mentre la usano. Alcuni esperti hanno mosso delle critiche al social: il controllo non spingerà i ragazzi a installare Talk. Secondo Facebook, però, questo sistema coadiuvato da una buona campagna di sensibilizzazione convincerà i ragazzi e i genitori dei rischi che attualmente i più piccoli corrono sui social come Instagram e Snapchat.

Come funziona Talk

Secondo le prime informazioni Talk avrà due possibilità d’uso. Il ragazzo adolescente potrà usare l’app per chattare con i suoi coetanei, ma il messaggio verrà inviato anche al proprio genitore tramite Messenger.. Ovviamente per registrarsi a Talk non ci sarà bisogno di iscriversi anche a Facebook. Nonostante questo i due servizi saranno collegati, molto probabilmente direttamente al profilo del genitore sul social. In questo modo il padre o la madre potranno anche ricevere le varie informazioni e le statistiche d’uso del loro figlio o della loro figlia su Talk. Dopo anni di anarchia ora i social network stanno diventando un luogo con maggiori regolamentazioni e in futuro potrebbe essere normale per un genitore vietare al bambino di iscriversi alle piattaforme social fino a un determinato limite di età. Questo non significa la chiusura totale. È giusto nascano dei servizi alternativi, come Talk, che presentano meno libertà ma che tutelino  i diritti e la privacy dei più piccoli in Rete.

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